Evelune Art

Marie Rua la Dama Rossa di Leamanech

Bambola artistica artigianale narrativa emozionale ispirata a Maire Rua Irlanda. Alta 40 cm. Spedizione Gratuita.

Marie Rua la Dama Rossa di Leamanech
Marie Rua la Dama Rossa di Leamanech
Marie Rua la Dama Rossa di Leamanech
Marie Rua la Dama Rossa di Leamanech
Marie Rua la Dama Rossa di Leamanech
Marie Rua la Dama Rossa di Leamanech
Marie Rua la Dama Rossa di Leamanech

Marie Rua la Dama Rossa di Leamanech

Bambola artistica artigianale narrativa emozionale ispirata a Maire Rua Irlanda. Alta 40 cm. Spedizione Gratuita.

153,00
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Adottata
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Tra le pietre millenarie e i venti solitari del Burren, in Irlanda, si ergono ancora oggi le rovine di Leamaneh Castle. Fu qui che nel XVII secolo visse Máire Rua (Maria la Rossa), una nobildonna dalla straordinaria forza e dai capelli color del fuoco. Quando la guerra e le invasioni minacciarono di distruggere la sua famiglia e la sua terra, Máire non si piegò: lottò con intelligenza e coraggio politico spietato pur di proteggere i suoi figli e il proprio destino.Ma il tempo e la paura degli uomini sanno essere crudeli. Nei secoli successivi, la memoria storica è stata distorta, trasformando una madre e una leader inarrendevole in un mostro da favola horror. Il folklore locale ha iniziato a sussurrare di botole segrete, spietati omicidi e patti oscuri, dipingendola come una strega o una vedova nera. Una punizione postuma per aver osato essere forte in un'epoca che esigeva il silenzio delle donne.Oggi, però, il velo delle menzogne si squarcia. Questa creatura di porcellana non nasce per spaventare, ma per dare voce a un'anima che reclama la propria giustizia.

Lasciamo che sia lei stessa a parlare, tornando dalle ombre per riprendersi la sua verità.

«Per secoli hanno pronunciato il mio nome soltanto nell’oscurità.Lo hanno sussurrato ai viandanti tra le pietre del Burren, quando la nebbia scendeva sulle rovine e il vento attraversava le stanze vuote di Leamaneh.Máire Rua.Lo dicevano per incutere paura.Lo affidavano alle notti, alle porte che gemevano, ai rumori che nessuno sapeva spiegare.Mi hanno chiamata strega.Mi hanno dipinta come una vedova crudele, una donna priva di pietà. Hanno riempito la mia casa di botole, catene e morti che forse non vi furono mai.Ogni secolo aggiunse una nuova colpa al mio nome, finché della donna che ero non rimase quasi più nulla.Soltanto un’ombra dai capelli rossi.Soltanto un fantasma.Eppure la verità era molto più semplice, e forse proprio per questo faceva tanta paura.Ero una donna che non si lasciò spezzare.Vissi in un mondo nel quale alle donne era concesso sopravvivere soltanto in silenzio. Io, invece, parlai. Decisi. Difesi ciò che amavo.Quando la guerra si avvicinò a Leamaneh e l’ombra degli invasori cadde sulla mia terra, non potei permettermi di cedere.Avevo dei figli da proteggere.Avevo una casa che portava il peso del mio nome.Avevo paura, certamente.Ma imparai a nasconderla sotto gli abiti, dietro lo sguardo e dentro le stanze nelle quali nessuno poteva vedermi tremare.Feci ciò che il mio tempo chiedeva agli uomini e non perdonava alle donne.Questa fu la colpa che mi sopravvisse.Dopo la mia morte, coloro che non erano riusciti a piegarmi trasformarono la mia forza in crudeltà. Mi tolsero il volto, la voce, persino il ricordo delle mie mani strette attorno a quelle dei miei figli.Mi lasciarono soltanto una leggenda.Da allora ho vagato tra le rovine di Leamaneh.Ho visto l’erba crescere dove un tempo vi erano stanze. Ho visto la pioggia consumare le pietre e il vento portare lontano le voci di coloro che avevo amato.Talvolta qualcuno mi scorgeva lungo l’antico viale.Io tendevo le braccia.Non per afferrarlo.Non per trascinarlo con me.Cercavo soltanto qualcuno che non fuggisse.Qualcuno capace di guardarmi abbastanza a lungo da accorgersi che sotto la leggenda respirava ancora il ricordo di una donna.Ma tutti correvano via.E ogni volta che il mio nome veniva pronunciato con terrore, l’ombra diventava più forte e io mi sentivo scomparire un poco di più.Poi, dopo secoli di pietra e silenzio, ho udito un richiamo provenire da oltre il mare.Ho lasciato Leamaneh.Ho attraversato la nebbia, il vento e il tempo, finché sono giunta alla soglia della Cripta.Non sono tornata per versare sangue.Non sono venuta a chiedere vendetta.Sono venuta a riprendermi ciò che mi fu sottratto.Il mio nome.La mia storia.La memoria della donna che fui.  Vi chiedo soltanto di non ricordarmi come il mostro che altri costruirono dopo la mia morte.Guardatemi.Guardate i miei capelli, che conservano ancora il colore del fuoco sulle pietre di Leamaneh.Guardate le mie mani protese.Non temetele.Hanno atteso per secoli che qualcuno avesse il coraggio di stringerle.Pronunciate ancora il mio nome, ma non fatelo nell’oscurità.Non ditelo per spaventare i bambini o per dare un volto ai rumori della notte.Pronunciatelo con la dignità che si deve a chi ha vissuto, sofferto e combattuto per proteggere ciò che amava.Dite soltanto:Máire Rua.Forse allora ricorderò il suono dei passi dei miei figli.La luce che entrava dalle finestre del castello.Il calore di una mano viva nella mia.

Forse, nella voce della mia nuova Custode, riuscirò finalmente a sentire il mio nome non come una condanna, ma come qualcosa che ancora mi appartiene.Ricordatemi per quella che fui. Una madre.Una donna.Un’anima che non si arrese e che, dopo secoli trascorsi tra le ombre, è tornata soltanto per essere chiamata ancora una volta con il proprio nome.»


🌙

Prende forma da una porcellana opaca e luminosa allo tempo stesso, una materia antica che non si limita a riflettere la luce ma la trattiene, la assorbe appena sotto la superfice, restituendo una pelle viva, vellutata, attraversata da sfumature sottili e impercettibili, come se ogni tono fosse emerso lentamente, strato dopo strato, anziché essere semplicemente dipinto; è una porcellana che porta con sé  il respiro delle tecniche di un tempo, rifinita secondo la tradizione delle bambole vintage, dove ogni dettaglio non nasce dalla fretta ma da gesti pazienti, da passaggi lenti, da un'attenzione rituale che lascia nella materia una traccia ed un energia silenziosa, riconoscibile da chi sa osservare e sentire davvero.

Il volto conserva quella lieve imperfezione che rende ogni espressione unica, mai identica, mai replicabile, mentre la superficie opaca evita ogni riflesso artificiale e permette allo sguardo di posarsi senza distrazioni, come accade con gli oggetti antichi che non cercano di brillare ma di restare; le mani i lineamenti il viso seguono la grammatica delle bambole di un tempo evocando un'estetica sospesa tra memoria e presenza dove la tecnica non è solo costruzione ma linguaggio e ogni scelta racconta una storia.

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DETTAGLI TECNICI:

  • Altezza: 40 cm. circa

Pezzo Unico non riproducibile

INCLUSO:

  • Certificato di Adozione Evelune Art
  • Memoria dell'Anima stampata

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NOTA IMPORTANTE

Questa creazione è un opera artistica artigianale, realizzata come pezzo unico da collezione e destinata esclusivamente ad un pubblico adulto. Non è un giocattolo e non è progettata nè destinata all'uso da parte di bambini, non essendo adatta alla manipolazione infantile.

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