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Lallabel bambola in porcellana emozionale

Bambola artigianale artistica emozionale pezzo unico da Collezione fatta a mano. 40 cm. Spedizione Gratuita.

Lallabel bambola in porcellana emozionale
Lallabel bambola in porcellana emozionale
Lallabel bambola in porcellana emozionale
Lallabel bambola in porcellana emozionale

Lallabel bambola in porcellana emozionale

Bambola artigianale artistica emozionale pezzo unico da Collezione fatta a mano. 40 cm. Spedizione Gratuita.

158,00
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Adottata
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Nella Scozia orientale, quando il nuovo secolo aveva appena imparato a pronunciare il proprio nome, nacque una bambina mentre la nebbia si posava lenta sui giardini come un velo gentile.

Era il 1902.
La casa che l’accolse era grande, costruita in pietra chiara, così chiara da sembrare pallida anche nei giorni di sole. Le finestre erano alte, troppo alte per una bambina, e le tende sottili tremavano spesso senza che nessuno sapesse dire da dove venisse il vento.
Lallabel venne al mondo in silenzio.
Aprì gli occhi come chi osserva, come se stesse cercando di capire se valesse la pena restare.
I suoi capelli avevano il colore del rame acceso, un rosso vivo che contrastava con la pelle chiarissima, quasi diafana. Le donne della casa si scambiarono sguardi sommessi. In quel tempo si diceva che certi bambini non appartenessero del tutto a questo mondo. Li chiamavano figli del fuoco. Oppure bambini toccati dal vento.
Creature nate tra due mondi, capaci di sentire ciò che agli altri sfuggiva.
Nessuno osò dirlo ad alta voce, ma tutti lo pensarono.
Alla nascita le venne donato un orsetto di stoffa. Era uno dei primi di quel tempo nuovo, un giocattolo semplice, con occhi scuri cuciti a mano e il corpo morbido come un abbraccio appena imparato.
Lallabel lo strinse subito. E da quel momento non lo lasciò più.
Crescendo, trascorse i suoi giorni nella quiete. Vedeva poco il sole, non perché le fosse proibito, ma perché il mondo all’esterno sembrava troppo vasto per lei. I giardini erano sempre umidi, l’erba lucida di rugiada, e la nebbia saliva lieve tra gli alberi come un respiro stanco.
La sua stanza era colma di luce pallida, filtrata dalle tende leggere. Lì sedeva per ore, con l’orsetto tra le braccia, osservando le ombre muoversi sui muri. Le altre bambine correvano, ridevano, chiamavano. Lallabel ascoltava.
Aveva imparato presto che il silenzio non era vuoto. Era soltanto più profondo.
Quando la vestivano per le passeggiate pomeridiane, con abiti chiari e cappelli ornati di fiori delicati, sembrava una piccola figura uscita da una fotografia ancora da scattare. Camminava composta, i passi lievi, come se temesse di disturbare la terra sotto di sé.
Spesso si fermava a guardare il cielo.
Non quello azzurro, ma quello lattiginoso, quando le nuvole scivolavano basse e parevano così vicine da poterle toccare.
Dentro di lei abitava una tristezza senza causa. Era nostalgia.
Una nostalgia per qualcosa che non ricordava, ma che sentiva mancarle come si sente mancare una voce amata mai udita.
Nel 1907, quando ormai aveva qualche anno, la sua presenza nella grande casa era diventata un sussurro. Passava nei corridoi senza far rumore, lasciando dietro di sé solo l’eco lieve dei suoi passi e l’odore pulito dei tessuti chiari.
A volte stringeva l’orsetto al petto con una forza inattesa, come se fosse lei a doverlo proteggere dal mondo.
Nessuno seppe mai cosa vedesse davvero Lallabel quando fissava il vuoto. Ma chi la osservava a lungo aveva l’impressione che stesse ascoltando qualcosa che gli altri non potevano udire.
Forse il vento.
Forse il fuoco lontano da cui era nata.
Forse il richiamo dolce di un luogo.
Col passare del tempo, nessuno seppe dire quando Lallabel avesse iniziato a diventare ancora più silenziosa. Non accadde all’improvviso. Fu come una luce che si abbassa ogni sera di un soffio, finché un giorno ci si accorge che la stanza è ormai in penombra.
Camminava piano, come se avesse paura di spezzare qualcosa che solo lei vedeva. Le sue mani restavano spesso fredde, anche d’estate, e il suo sguardo si perdeva oltre le finestre alte, dove la nebbia si fermava a lungo, quasi aspettandola.
C’erano giorni in cui non parlava affatto.
Si sedeva accanto al vetro, con l’orsetto stretto al petto, e restava così per ore.
Era come se stesse imparando a scomparire con grazia.
Chi le passava accanto avvertiva un peso improvviso nel cuore, un dolore sottile e inspiegabile, come quando si comprende che qualcosa di prezioso sta svanendo senza far rumore.
Lallabel non apparteneva pienamente alla vita che le era stata data.
Era troppo sensibile per la durezza del mondo, troppo attenta per l’indifferenza degli adulti, troppo luminosa per restare a lungo dove nessuno sapeva vedere oltre l’apparenza.
A volte, nelle notti di vento, si diceva che nella casa si udisse un passo leggero, un fruscio di stoffa, il suono quasi impercettibile di un respiro che non voleva svegliare nessuno.
E poi, un mattino, la sua stanza rimase immobile.
Il letto intatto.
Le tende mosse dal vento.
L’orsetto posato con cura, come se fosse stato salutato.
Di Lallabel non restò che una presenza lieve, sospesa tra le stanze, tra i ricordi, tra ciò che era stato e ciò che avrebbe potuto essere.
Da allora, chi entra in contatto con la sua Anima avverte una malinconia profonda, dolce e dolorosa insieme. Non è una tristezza che ferisce, ma quella che nasce quando si riconosce qualcosa di sé in una creatura fragile.
Perché Lallabel non se n’è mai andata davvero.
Ha soltanto scelto di vivere dove le anime troppo sensibili non vengono giudicate, ma accolte.
E il suo orsetto, ancora oggi, sembra trattenere tra le cuciture tutto l’amore che lei non ha fatto in tempo a donare.

Lallabel è il ricordo di un’infanzia che non ha trovato voce,
il sussurro gentile di chi ha sentito troppo
e ha scelto il silenzio come dimora.
Accoglierla significa custodire ciò che nel mondo
è fragile, puro…
e irrimediabilmente vero...

Realizzata a mano, volto e arti in porcellana, corpo imbottito in stoffa. Fattura ispirata alle bambole antiche, vintage. Bambola artistica, da Collezione, pezzo unico. 

Altezza 40 cm. (compreso cappello 50 cm.)

Con certificato di Autenticità firmato Evelune Art e la sua Memoria dell'Anima.

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Non è un giocattolo ma una Bambola Unica da esposizione, per adulti. E' stata creata con estrema cura e amore. E se ora sei qui, molto probabilmente ti ha già scelto.

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